Google Plus è morto e tu hai perso il taxi (forse)


La morte di Google Plus

E se gli YouTuber conquistassero Twitter?
Qualcuno ci ha provato già...

Oggi parliamo di alcune novità interessanti nel mondo dei social network.

Ma prima vogliamo farti una domanda: conosci YoTobi?

È un famoso YouTuber italiano che, in un giorno come tanti, ha deciso di rivoluzionare un po’ Twitter e testare il potere della comunicazione online.

La storia è questa: sabato scorso YoTobi è alla ricerca dei DVD di Camera Cafè. Non trovandoli (Mediaset non li rende disponibili) decide di chiedere aiuto alla rete creando su Twitter l’hashtag “LeScale”. In poco tempo finisce nelle tendenze italiane e intercetta proprio Luca e Paolo, i due attori principali della sitcom. Saranno proprio loro a promettere di interessarsi alla faccenda, rendendo questa piccola mossa un vero e proprio caso studio per chi si occupa di comunicazione online, specialmente attraverso i social network.

YoTobi definisce #LeScale uno degli hashtag più inutili della storia, ma la realtà è che il potere comunicativo delle persone va al di là degli strumenti utilizzati per comunicare: immagina se si riunissero i più grandi YouTuber italiani in un unico giorno, con un video in cui ognuno di loro chiede di spingere un hashtag diverso. Cosa potrebbe succedere? Se organizzata bene, una mossa simile potrebbe avere grandissimo risalto, portando gli YouTuber alla conquista di Twitter!

Le notizie interessanti non finiscono qui: ieri ti abbiamo accennato i cambiamenti intorno all’applicazione Hangouts e al miglioramento di Google Contacts. Oggi ti diamo qualche informazione in più:

  • Hangouts – Aggiornata il 6 marzo scorso, l’applicazione ha risolto alcuni importanti bug. Qui puoi scaricarla direttamente.
  • Google Contacts – Ora è possibile gestire da desktop tutti i nostri contatti, anche quelli di Android e Google Plus. Se abbiamo duplicati, questi verranno uniti automaticamente e verranno suddivisi tra le cerchie, i gruppi e i contatti frequenti. Una funzione comodissima per chi ha molti contatti sparsi tra le varie applicazioni. Qui puoi trovare la nuova versione.

Novità più che positive da casa Google, finalmente!

Un lutto che ti tocca da vicino (o forse no)

Ed eccoci alla nota dolente.

Un lutto che ci segna da vicino. Forse.

Google Plus è morto

Google Plus è morto.

Come lo sappiamo? Lo dicono tutti.

Anche se, per essere precisi, per alcuni si sta solo dividendo.

Sunder Pichai ha rilasciato un’intervista a Forbes dove dice che si concentreranno molto sulla comunicazione, sulle foto e sullo stream di Google Plus come tre importanti aree e non come un’unica area. In realtà questo può significare tante cose, magari hanno creato tre team che singolarmente potenzieranno le varie aree. Poco dopo Bradley Horowitz ha confermato che lavora nel team di Google’s Photos and Streams products e molti lo hanno interpretato come la prova del tutto. Da qui si è scatenato di tutto: articoli su articoli, notizie, post sui social. Ma cosa è successo, in realtà?

Nulla. Proprio nulla.

Yonatan Zunger, Chief Architect di Google Plus, afferma che sono tutte speculazioni. Hanno semplicemente rinominato il team interno perché a Pichai piace avere un nome che corrisponda a quello che fa il team. Ma quel team si occupa di tante cose oltre a Foto e Stream, tra cui Google+, Blogger, Google News e altri contenuti che vediamo in stream. Insomma, non sono previsti grandi cambiamenti per l’utente se non il miglioramento delle singole funzionalità.

Ci sono però due cose sicure:

  1. Google deve assolutamente trovare un responsabile che si occupi della comunicazione di Google Plus perché non si capisce mai nulla (e questo è negativo per un’azienda così importante nel mondo della comunicazione)
  2. Ci sono tante persone che non vedono l’ora che Google Plus muoia

Cerchiamo di chiarire una cosa: moriremo tutti prima o poi. Morirà Google, morirà Facebook, morirà Twitter. È normale, la vita funziona così.

Google Plus per alcune cose funziona e per altre non funziona. Funziona, per esempio, per le attività locali, alle quali garantisce una visibilità da desktop, nel mondo mobile, per la parte local, su YouTube, booking, recensioni e molto altro. Funziona per chi ha saputo sfruttare l’hangouts, in qualsiasi settore.

Non funziona per chi lo usa come Facebook. Non ha le stesse caratteristiche, non è semplicemente un social, non ha quella mole di utenti e non segue lo stesso target di iscritti.

Morirà un giorno, sì, e spunteranno quelli a dire “ve l’avevo detto”. Ecco, quando lo diranno, voi potrete distinguere un buon marketer da uno che non hai idea di quello che sta facendo.

Il buon marketer è colui che sfrutta l’Internet oggi, in questo momento, guardando al futuro.

Come diceva Enrico Mattei dei partiti politici: sono come un taxi, salgo, pago la corsa e scendo.

Il marketer che dice ve l’avevo detto è quello che ha guardato un altro prendere il taxi ed è stato fermo, mentre l’altro è andato più avanti. E ora continua a star fermo e a dire: ve l’avevo detto. Ma voi siete talmente avanti che non lo sentite. Anzi, siete pronti a salire sul prossimo.

Eh sì cari amici e amiche, se si lavora con Internet bisogna avere la capacità di evolvere rapidamente. E di prendere i taxi.

Ora un messaggio per chi dice che Google Plus morirà: volete fare traffico criticando Google?

Ecco 3 cose di cui parlare nei vostri articoli:

  • Nel dichiarare gli utenti che sono su Google Plus, l’azienda prende anche quelli di YouTube. Facile gonfiare i dati in questo modo, eh?
  • Il tempo di permanenza su Google Plus è veramente basso
  • Google Plus ha bloccato l’evoluzione di YouTube. Gli sono state tarpate le ali e gli YouTuber non sono su Google Plus, ma su Facebook.

Vi rendete conto che siamo nel 2015 e da mobile non funzionano le annotazioni di Youtube? Sul mobile, dove Google ha puntato tutto, l’interazione con i contenuti di YouTube è orribile.

Queste sono cose di cui dovreste parlare invece che perdere tempo con probabili morti che non avvengono mai. Cercare di capire le piattaforme e sfruttarle (se queste servono al vostro business o a quello dei vostri clienti) è il modo migliore per diffondere le buone notizie.

Che dite, iniziamo diffondendo questa?

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