Come funzionano i temi caldi di Google+


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Avrete sicuramente sentito parlare, se vi siete mossi all’interno di Google+, dei temi caldi.

Sono quella sezione del social network di Mountain View che raccoglie gli argomenti più caldi - più discussi - del momento. Avevamo già visto come un post può diventare un tema caldo, ma da allora molte cose sono cambiate, il social network è cresciuto enormemente, con tutta probabilità assieme anche l’algoritmo che seleziona i temi caldi.

Le linee guida basilari sono sempre le stesse: il post deve essere interessante e possibilmente contenere un’immagine, un link verso un argomento, un video o un intero album di fotografie, deve ottenere un grosso numero di condivisioni, +1 e commenti nel breve periodo.

Ma come ho potuto constatare di persona, non sempre questo basta.

Ho notato più casi in cui un post, nonostante avesse tutte le carte in regola per andare nella sezione “Esplora”, non è stato inserito. Ho cercato di analizzare la situazione per scoprire quali potessero essere le chiavi per accedervi:

  • Action per impression
    Se un post viene visto da 10mila persone e le azioni sul suddetto post sono solo 10 il post, questo è “meno caldo” di uno che è stato visto da 1.000 persone e ha ricevuto 5 interazioni; questo può comprendere non solo le condivisioni dirette, ma anche indirette, ovviamente con un punteggio maggiore dato alle interazioni dirette
  • Autorità e proprietà del dominio linkato
    Se il dominio è autorevole – ad esempio per un sito come Repubblica.it -, i suoi contenuti saranno con tutta probabilità migliori rispetto ad un sito qualunque dalle fonti incerte, tale link potrebbe avere un punteggio maggiore rispetto ad un blog con poca autorità. Se inoltre l’autore dell’articolo è linkato alla pagina/profilo o viceversa, questo potrebbe incidere nella scelta
  • Varietà
    Se sono sempre le stesse persone a condividere, commentare o mettere il +1, il post acquisirà meno valore, le loro condivisioni varranno meno. Ovviamente vale anche per i profili che compiono l’azione: se il profilo condivide poco, una sua condivisione varrà di più rispetto a quella nella quale l’utente condivide continuamente
  • Verificato
    Se l’autore o la pagina risultano verificati, il post potrebbe avere una spinta in più, perché Google sa già che il contenuto è di valore
  • Autorità autore
    Ne abbiamo parlato in molte occasioni: se scrivi di informatica continuamente, probabilmente ne capisci qualcosa; se condividi qualcosa di informatica probabilmente è interessante, l’autorità potrebbe quindi essere un’ulteriore fattore

Immagini o video sembrano dare una notevole spinta per finire nei temi caldi, sia per l’algoritmo che per l’utente, il quale è portato a condividere anche solo per l’immagine.

Purtroppo i temi caldi e l’enorme crescita di Google+ hanno reso complicato realizzare un lavoro di raccolta dati come accadeva qualche tempo fa, dove avevamo solo 5 post che cambiavano al massimo 2 volte al giorno. I temi caldi non sono disponibili da anonimi, risulta quindi difficile recuperare automaticamente queste informazioni.

Anche se non sappiamo la formula – e mai la sapremo con esattezza – possiamo avanzare queste ipotesi, ovviamente ogni consiglio od osservazione è ben voluta :)

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