Facebook Ads come il Gioco d’Azzardo


Vi ricordate lo sketch di Guzzanti che imitava Tremonti mentre giocava alle macchinette del bar con i soldi degli italiani? Bè, secondo me Facebook Ads è molto simile alle macchinette del bar perché provoca dipendenza.

Del resto che Facebook provochi dipendenza sotto diversi aspetti non è una novità. Senza prenderla molto alla larga basta pensare a tre aspetti per rendercene conto:

  1. Foto ritoccate tramite Instagram: ormai siamo così abituati a vedere foto su Facebook ritoccate dai filtri di Instagram che quelle reali, anche di paesaggi stupendi, non piacciono più come quelle “instagramizzate”. Non ci credete? Basta provare con una pagina Fan a postare la stessa immagine originale e con i filtri per rendervene conto
  2. La dipendenza da “Like”: come ha ben mostrato Enrico Lucci in un suo servizio nella puntata del 14 Aprile, anche se il mondo in cui si ponte con le due ragazze nell’intervista è un po’ eccessivo, questa dipendenza è ben messa in risalto soprattutto dalle dichiarazioni delle due teenager. Le due ragazze intervistate spiegano che nel caricare una foto su Facebook loro sono letteralmente dipendenti dal numero di Like e commenti ricevuti
  3. Facebook Ads: per una pagina fan su Facebook e per un social media manager la campagna Ads può provocare dipendenza

Ci soffermiamo proprio su questo ultimo punto. I capisaldi che ormai tutti riconoscono a Facebook Ads sono 3: meno costoso di Google Adwords, meno competitivo (ancora per poco) di altre piattaforme di marketing,  grande possibilità di targetizzazione.

La parte difficile è poi farne a meno. Infatti, una volta iniziata una campagna e avviata bisognerà prestare attenzione a molteplici fattori: Click Through Rate, Cost per Click, Cost per Impression (1000 impressions) e, molto importante, considerare che la vita media di un annuncio è di circa 5-7 giorni. Dopo questo arco di tempo bisognerà iniziare a cambiare qualcosina, magari cominciando con il titolo.

Perché provoca dipendenza al social media manager? Perché questo deve controllare quasi compulsivamente i suddetti dati, non si può praticamente più fare a meno del Power Editor per un giorno intero, senza dimenticarci che abbiamo sempre a disposizione il grafico a torta della portata in tempo reale. Bisogna poi avere sempre qualche annuncio di riserva con cui sostituire quelli che perdono vitalità di volta in volta, praticamente una dose di scorta. Inoltre anche il controllo verso le pagine dei concorrenti diverrà spasmodico per capire cosa piace alle persone e cosa no, per non andare a fare gli stessi errori dei competitor. Per non parlare poi della dipendenza dalle immagini giuste per l’annuncio. Tutti quanti lì davanti ad immagini “infinitamente” piccole per capire quale tra quelle riesce a catturare la nostra attenzione.

Una ricerca continua al “risveglio dell’utente” che è su Facebook, non per comprare, ma per condividere, cliccare mi piace e… Praticamente si diventa schiavi dell’audience ma all’eccesso, alcune volte una conversione in più o in meno ci fa uscire di testa.

Ma non solo i social media manager diventano dipendenti, anche i clienti. Infatti, visto e considerato che, se a gestire una campagna Facebook Ads dovesse essere una persona competente, quindi un esperto di social media, i risultati dovrebbero vedersi, sarà difficile tornare indietro ad una gestione più, per così dire, “umana”. L’esperto di social media dovrà poi essere bravo a spiegare quali sono i contro del vortice Ads a cui si può incorrere. La pagina Fan una volta fermate le campagne subirà sicuramente un calo che non sarà facile digerire. Per ovviare a ciò bisogna ben definire gli obiettivi di una campagna Ads su Facebook per rendersi conto di come questa è andata e se possa essere il caso di continuare o smettere.

Una caratteristica da conoscere è però il tasto di autodistruzione, quello rosso, praticamente Facebook permette con un click solo di sospendere tutte le campagne e quindi eventuali addebiti. Questa è la disintossicazione.

Abbiamo forse esagerato? Molto probabilmente si, ma io credo che Facebook porti molti ad entrare in un circolo vizioso tra like, visite, Ads, campagne, ecc… dal quale è davvero difficile uscire.

E voi cosa ne pensate? Facebook Ads crea dipendenza?

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