Facebook cambia ancora algoritmo: no al panico, sì alla strategia


Appena Facebook e il suo papà escono con un aggiornamento algoritmico, nei giorni a seguire non si fa altro che parlare della novità, spesso però senza aver analizzato a fondo l’argomento. E così ci troviamo con nuove teorie e concezioni che spuntano fuori dal nulla, quasi fossero dei funghi, tanti e tutti insieme.Già da qui si capisce che tutti coloro che hanno sostenuto nei giorni scorsi quanto segue erano fuori rotta. Vale a dire: “Facebook ha siglato la sua condanna“. Totò direbbe: “Ma mi faccia il piacere mi faccia…“. Pendono tutti dalle labbra di Zuck, appena rilascia un aggiornamento o dice “A” siamo tutti lì a confabulare e a parlarne.

Ma abbiamo la memoria molto corta. Quello che è stato detto qualche giorno fa non è molto diverso da quanto sostenuto ormai mesi fa e trattato da Mousseri nello specifico (Newsfeed VP di Facebook): il solito “dare il contenuto giusto alla persona giusta” con aggiunta di prestare attenzione alle relazioni che ha questa persona:  ne avevamo parlato in questo articolo.

Cosa c’è di nuovo nell’aggiornamento dell’11 Gennaio?

Del resto c’era da aspettarselo, anno nuovo è sempre rima di algoritmo nuovo, vero?

  • I video Live avranno sempre più importanza, molta di più dei video normali. E sì perché Facebook non vuole solo che siamo chinati a guardare il nostro mobile, vuole proprio che ci giriamo intorno senza osservare più. Siamo ormai incatenati al nostro cellulare.
  • Sollecitare il più possibile le discussioni, ma quelle vere, mica con l’engagement baiting. Perché quello vi ricordo non si può fare più (FORSE).
  • Grande importanza ai gruppi. Di questo personalmente sono molto felice, perché al Social Media Strategies 2017 di Rimini avevo posto grande enfasi su questo dicendo: “se Facebook dà la possibilità alle pagine di creare gruppi un motivo ci sarà”.

Le pagine Local: alla faccia di chi pensa che Facebook sia solo grafiche super fighe e cose super organizzate. Facebook e la pubblicità si pagano, ma anche se hai idee, nel piccolo, senza fare “schifezze” puoi farcela. Non a caso sta testando anche uno strumento, più che altro sezione per le notizie e di eventi local.

Facebook è tutta una strategia… Il bello di chi fa questo lavoro da social media man o woman è anche questo. Applicare strategia e tattica in base a quanto fa il social in blu, che come sempre dico: pare Pacman. Mangia tutto ciò che gli piace di altri social o altre tecnologie e le porta al suo interno. Sempre più piattaforma quindi. Credo sia necessario imparare sempre più ad agire e reagire e parlare con i nostri clienti proprio in termini di tattica e strategia. Tattica nel piccolo, reazioni nel breve periodo e strategia in grande più a medio termine, dato che a lungo con uno che ti fa un aggiornamento al secondo non puoi permetterti di ragionare.

Una strategia da implementare subito sarebbe quella di pensare ad un budget, qualora non fosse ancora stato fatto, da destinare ai nostri post, pubblicità. Periodicizzarne alcuni, tenere più o meno sempre attivi altri. Se vuoi esserci devi pensare anche a questo e con l’incrementare del numero delle pagine credo sia anche normale che una svolta al News Feed la dovesse dare. La qualità ok, ma devi anche avere a che fare con l’accresciuta quantità di contenuti di qualità e accresciuto numero di pagine.

Praticamente è come dire che due anni fa in una strada di centro città avevi un unico cartellone pubblicitario di un solo negozio; ora non solo hai 20 cartelloni, ma sono fatti anche quasi tutti in modo corretto, sia per ciò che riguarda il messaggio, sia per i colori utilizzati, sia per le dimensioni. In qualche modo devi andare anche in altre strade o limitare il numero di cartelloni che fai vedere. Altrimenti la gente non ci capisce più nulla.

Ma come spesso accade con gli aggiornamenti algoritmici di Facebook c’è sempre la postilla, l’aggiustamento, il chiarimento, che poi chiarimento non è mai ma è sempre un qualcosa che può avere mille sfaccettature e mille interpretazioni. E anche questa volta arriva puntuale pochi giorni dopo: perché parla di qualità e a cosa il News Feed darà priorità:

Notizie da pubblicazioni che le persone considereranno affidabili, che le persone considerano di rilevanza informativa, notizie pertinenti al luogo in cui mi trovo. Quindi tutti a mettere SEE FIRST nelle pagine che veramente vi interessano. Quindi nelle prossime settimane tutte e dico tutte le pagine spiegheranno ai propri come fare questo “giochino”. Peccato che il post avrà poco engagement e quindi lo vedranno in pochi e lo faranno in 3. Allora faremo tutti un live per spiegarlo… perché il live dà una portata sei volte superiore.

Per capire quali fonti sono di questo tipo attendibili farà un test nell’area americana per stilare tramite esame delle fonti che hanno preso in considerazione un vero e proprio ranking. Una classifica. Ora praticamente bisogna capire cosa dà i 3 punti 🙂 I valori sui quali si baseranno su quanto queste storie siano dettate ad informare. Forse saremo anche noi utenti che daremo i voti. Un po’ viene fatto dal 2016 con qualche domanda che appare mentre navighiamo. Ne parlo qui.

La sezione notizie dedicata al proprio luogo. E si continuerà a lavorare su questo ambito sicuramente, sia per un motivo di spazi e visibilità, sia per un discorso di fruizione dei contenuti.

In conclusione bisogna sapere che se si è schiavi dell’algoritmo alla lettera, e appena Facebook si muove, conviene andare a fare psicoterapia. Bisogna ragionare su quel che ci viene detto per due motivi: uno perché in Italia e in Europa in generale ogni aggiornamento non entra quasi mai subito in vigore, quindi abbiamo il tempo di pensare. E in secondo luogo creare una nostra tattica e strategia per migliorare la nostra attività sul social. Quindi mai pensare ad oggi per domani e basta. Vivere alla giornata non paga. La mia personale paura è però questa: dicendo che “le pubblicazioni ritenute affidabili dalle persone che usano Facebook potrebbero vedere un aumento della loro distribuzione. Le pubblicazioni che non ottengono punteggi elevati come attendibili dalla comunità potrebbero vedere una diminuzione.” Voglio dire: Se un argomento diventa trend perché le persone ne parlano avrà distribuzione… quindi gli utenti saranno sempre più esposti a ciò che la massa vuole vedere. Allora forse si tornerà a cercare notizia anche fuori Facebook, o almeno di più.

E voi cosa dite? Siete andati nel pallone, come avete reagito?

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